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Il Progressive Rock

Il Progressive Rock

Il rock progressivo (dall'inglese progressive rock), anche noto con l'abbreviazione di prog o prog rock, è un genere della musica rock, evoluto dal rock psichedelico britannico degli anni sessanta e diffusosi in Germania, Italia e Francia nel corso del decennio e di quello successivo. Similarmente all'art rock, il prog nacque rispondendo all'esigenza di dare alla musica rock maggiore spessore culturale e credibilità. Il nome del genere, considerato da alcuni inadeguato, indica la progressione del rock dalle sue radici blues, di matrice statunitense, a un livello maggiore di complessità e varietà compositiva, melodica, armonica e stilistica.

Il rock progressivo conobbe il suo picco di popolarità nella prima metà degli anni settanta, con l'affermazione, anche commerciale, di gruppi quali Pink Floyd, Jethro Tull, Yes, King Crimson, Gentle Giant, Camel, Genesis ed Emerson, Lake & Palmer, tra i più noti e influenti del genere, e furono organizzati gli eventi più popolari di questo ambito. Vi fu poi una vasta costellazione di gruppi che pur non raggiungendo quella popolarità, furono ugualmente molto influenti.

Lo stile progressive
Possono essere inviduati i seguenti connotati principali del genere:

Forte attenzione agli arrangiamenti, con la creazione di complessi intrecci strumentali, abbondanza di assoli e parti prive di cantato, passaggi
che richiedono un'elevata tecnica strumentale.  I Pink Floyd, con il supporto di esperti come Alan Parsons, hanno dato un importante contributo alla ricerca sonora, che ha raggiunto i massimi livelli in lavori come The Dark Side of the Moon (1973) e Wish You Were Here (1975).

Uso di strumenti classici (pianoforte, archi, fiati), etnici (sitar), elettrici o elettronici (organo Hammond, Mellotron e sintetizzatori) in aggiunta e talvolta in sostituzione alla classica combinazione rock di chitarra elettrica, basso elettrico e batteria.

Tempi inconsueti
Molti brani progressive sono caratterizzati dall'utilizzo di tempi dispari e inconsueti, frequenti cambi di tempo, e variazioni di intensità e velocità nel corso di uno stesso brano. Ad esempio, Tarkus degli Emerson, Lake & Palmer esordisce in 5/4, Supper's Ready dei Genesis contiene una parte chiamata Apocalypse in 9/8 (dove il 9/8 è un tempo misto suddiviso in modo inconsueto), mentre Riding the Scree in The Lamb Lies Down on Broadway raggiunge il massimo della complessità dinamica, in Firth of Fifth troviamo un'alternanza di 13/16 e 15/16 e altri tempi ancora, in The Cinema Show, con il 7/8 scandito da un complesso arrangiamento per due batterie e chitarra a 12 corde, The Sleepwalkers dei Van der Graaf Generator è in 17/8, Starless dei King Crimson ha un lungo bridge strumentale in 13/8. Money dei Pink Floyd è caratterizzata da un riff di basso in 7/4.

Tastiere e sintetizzatori
È dovuto al progressive l'allargamento delle formazioni, che vanno oltre la triangolazione chitarra-basso-batteria. In particolare l'utilizzo massiccio di tastiere (in particolare l'organo Hammond), diventa il tratto distintivo di moltissimi gruppi. Anche la diffusione di strumenti elettronici innovativi, sconosciuti alla maggior parte dei gruppi degli anni sessanta, seppur usati saltuariamenti anche dai Beatles, come il sintetizzatore, il moog ed il  mellotron, è una peculiarità del genere. Si veda, per esempio, la mole di tastiere e sintetizzatori di vario genere di cui si circondano nei loro concerti Keith Emerson o Rick Wakeman (due tra i maggiori virtuosi e improvvisatori dell'intero panorama rock), per comprendere che la continua ricerca sonora di questi artisti si sviluppa anche verso le nuove frontiere dell'elettronica. Sono celebri i tappeti di organo e tastiere di Richard Wright, tastierista dei Pink Floyd, su cui si sviluppavano gli assoli di chitarra di David Gilmour. L'uso del mellotron,
molto diffuso nel genere progressive, rendeva possibili tessuti sinfonici, di cui per es. i King Crimson, in quasi tutte le formazioni avvicendatesi, sono un esempio illuminante

Testi complessi
Un'altra innovazione del genere è la presenza di testi di un certo spessore culturale, con riferimenti a figure o opere letterarie o teatrali, o allusioni a fatti storici, o con testi di difficile comprensione e a volte impenetrabili, quasi mai politicizzati. La prosa è molto curata, ricca di figure retoriche e riferimenti alla fantascienza (Watcher of the Skies dei Genesis, A Plague of Lighthouse Keepers dei Van der Graaf Generator), al fantasy (Winter Wine dei Caravan), alla mitologia e alla religione (The Fountain of Salmacis dei Genesis, My God e Hymn 43 dei Jethro Tull, Close to the Edge degli Yes, The Only Way (Hymn) degli Emerson, Lake & Palmer, le fiabe di Peter Sinfield, il poeta dei King Crimson) ed i testi filosofici e psicologici di Roger Waters o degli Area, spesso ricchi di contenuti duri nei confronti della politica e della società.

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